UAI

“L’UAI - Unione Antivivisezionista Italiana” è stata fondata nell’anno 1930 dal dr. Gennaro Ciaburri di Bologna. Ad essa si deve l’introduzione della prima legge italiana del 12 giugno 1931, n. 924, e delle successive leggi, circolari ministeriali e ordinanze che limitano, in qualche misura, la vivisezione.
L’UAI si propone di giungere all’ABOLIZIONE della vivisezione, intendendo per vivisezione qualunque esperimento su animali e su uomini. Le ragioni di tale istanza sono anzitutto morali: nessun vero progresso può trascurare l’osservanza di alcuni fondamentali principi etici, primo fra i quali quello di non infliggere agli esseri viventi tortura e morte.
Qualunque vantaggio economico o tecnico che si fondi sulla tortura e sulla morte di un essere vivente è inaccettabile: il vero progresso richiede che ai medesimi risultati si giunga evitando la tortura e la morte.
Va ricordato che il metodo vivisezionista non sostituisce gli esperimenti sull’uomo: al contrario a causa delle differenze genetiche tra animali e tra animale e uomo implica inevitabilmente un esperimento conclusivo e probante sull’uomo. Per tale motivo esperimenti di tal genere vennero eseguiti su deportati nei campi di concentramento nazisti; sempre per tale motivo le norme per l’approvazione dei nuovi farmaci tuttora prevedono la sperimentazione ospedaliera e la legge n. 97 del 20 giugno 1975 della Regione Lombardia prevede la sperimentazione sui pazienti degli ospedali lombardi, anche a loro insaputa.
Così come la tortura per ottenere la confessione dell’imputato è stata vietata dalle moderne legislazioni penali e sostituita da altri mezzi di prova, l’UAI lotta perché la vivisezione venga sostituita da METODI ALTERNATIVI all'uso dell'animale nel campo della scienza biomedica (colture di cellule, di tessuti e di organi, modelli matematici e calcolatori elettronici, modelli fisici, moderne tecniche di misurazione e controllo come la spettrografia e la cromofotografia, uso di protozoi e di insetti, migliore progettazione degli esperimenti, ricerche bibliografiche ed epidemiologiche, ecc..).
La loro scoperta e adozione compete anzitutto agli scienziati. Essi hanno oggi conoscenze tecniche sufficienti a consentire il perfezionamento di tali metodi e l’UAI confida che abbiano anche la forza morale e la volontà di scegliere la strada dei METODI ALTERNATIVI, che è poi la strada del progresso e della pietà, sostituendo la tortura.
Il premio annuale JORIO RUSTICHELLI, promosso dalla UAI (per ricordare l’avv. Jorio Rustichelli, giovane compianto Presidente della Sezione di Roma dell’UAI) ha, per dieci anni, premiato quegli scienziati italiani o stranieri che nel corso dell’anno avevano messo a punto un nuovo metodo alternativo all'uso dell'animale nel campo delle scienze biomediche.